Abdus Salam (1926 – 1996)

(Jhang, 29 gennaio 1926Oxford, 21 novembre 1996)

Pubblicò il suo primo lavoro nel 1943. Era intitolato “Un problema di Ramanujan”. Si laurea l’anno seguente con punteggi sbalorditivi che gli permetteranno di ottenere una borsa di studio al prestigioso St John’s College dell’Università di Cambridge.

Nel 1951, dopo aver vinto numerosi premi e riconoscimenti, Salam torna in Pakistan accettando di dirigere il dipartimento di matematica presso il Government College di Lahore (GC). Ma nel febbraio del 1953, le rivolte anti-Ahmadiyya misero a ferro e fuoco la città, diffondendosi anche in altre parti del Punjab. Abdus Salam dunque torna in Inghilterra al St John’s College come docente di matematica.

Nel 1955, ricevette dall’Onu la nomina di segretario scientifico alla prima conferenza “Atoms for Peace”, contribuendo anche alla creazione del Comitato consultivo delle Nazioni Unite per la scienza e la tecnologia. Nel 1960 gli fu conferita la responsabilità di presiedere il dipartimento di fisica teorica dell’Imperial College di Londra, insieme a Paul Matthews. E in patria il presidente Maresciallo Ayub Khan lo nominò ufficiale capo scientifico.

La sua aspirazione più grande era quella di sviluppare la scienza nel terzo mondo. Dedicò molte energie alla creazione di istituzioni scientifiche in Pakistan, ma il culmine lo raggiunse in Italia, fondando a Trieste il Centro Internazionale di Fisica Teorica.

Da oltre cinquant’anni il Centro sostiene gli scienziati dei Paesi in via di sviluppo nella loro carriera scientifica, garantendo un aggiornamento costante sugli argomenti più attuali nel dibattito scientifico mondiale.

Gran parte del bilancio del Centro si basa su un generoso finanziamento fornito annualmente dal Governo italiano, a cui si aggiunge un supporto finanziario da parte dell’UNESCO e dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA).

L’apice della sua carriera in fisica arriva nel 1979 quando vinse il Nobel per aver sviluppato la teoria dell’interazione elettrodebole, in cui le interazioni elettromagnetiche e nucleare debole vengono descritte in modo unitario. Un risultato che costituisce ancora oggi il più alto punto di arrivo nello sforzo di descrivere tutte le forze della natura con una sola teoria.

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