Maryam Mirzakhani, artista della matematica e prima donna a vincere la Medaglia Fields

Nata a Teheran, il 5 maggio 1977, Maryam Mirzakhani è diventata professoressa di matematica alla Stanford University nel 2008, fornendo importanti contributi sullo studio delle superfici di Riemann e lo spazio dei moduli. Nel 2014 è stata la prima donna a vincere la Medaglia Fields, oltre che la prima persona di cittadinanza iraniana a ricevere tale riconoscimento. Nel 2016, purtroppo, il cancro diagnosticatole tre anni prima ritorna più aggressivo e il 15 luglio del 2017 muore, lasciando il marito, la sua giovane figlia e una carriera luminosa.

Maryam Mirzakhani era un matematica, ma lavorava come un’artista: disegnava accovacciata sul pavimento su grandi fogli di carta che riempiva di figure floreali e corpi bulbosi. Per lei i problemi non erano scoraggianti enigmi logici ma tableau animati.  Il suo primo approccio ad un problema era sempre un disegno; solo in seguito avrebbe trascritto le sue avventure utilizzando la lingua convenzionale della matematica.

Cresciuta a Teheran con il sogno di diventare una scrittrice, ben presto scopre il suo amore per i numeri. Negli anni del liceo vince due medaglie d’oro alle Olimpiadi internazionali di matematica, si laurea nel 1999 alla Sharif University of Technology di Teheran e lo stesso anno si trasferisce negli Stati Uniti, ad Harvard, per frequentare la scuola di specializzazione.

A 37 anni è diventata la prima donna a vincere la Medaglia Fields, quello che viene universalmente considerato il premio Nobel per la matematica. In patria era diventata una celebrità e per strada la gente comune le si avvicinava per chiederle una foto.

Il 15 luglio del 2017 muore, lasciando un ricordo indelebile in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Il 21 ottobre dello stesso anno centinaia di persone si riuniscono al Cemex Auditorium a Stanford per onorare la loro professoressa. Lì, con parole accorate, musica e la lettura di alcuni passi del Corano, colleghi, familiari e amici hanno ricordato la sua straordinaria energia, determinazione e brillantezza.

Maryam era attirata dalle sfide impossibili, dai problemi che sembravano non avere soluzione, problemi che forse andavano semplicemente guardati da un altro punto di vista, come con la sua tesi, iniziata con le curve su una ciambella e conclusa con una nuova prospettiva su uno dei problemi centrali della fisica matematica. Le sue domande sembravano uscire fuori da storie di fantascienza, descriveva scene che vedeva in qualche angolo inesplorato dell’universo matematico: strane strutture e schemi accattivanti, tutti in movimento e interconnessi tra loro.

È stata una grande mente matematica, ma è ancora un modello per tanti giovani che in lei hanno trovato l’ispirazione e la spinta per percorrere la propria strada. Una donna tenace che era alla continua ricerca dell’eccellenza, attaccata alla famiglia e aperta alla conoscenza dell’altro.

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